Nba Finals 2013 – Big 3 VS Big 3

NBAFinals2013 SpursVSHeatsCi siamo, la stagione NBA sta per volgere al termine, non prima però di aver mostrato l’ultimo spettacolo, il basket al suo meglio.

San Antonio VS Miami.

Il navigato trio nero argento contro i campioni in carica.

Si può discutere sul fatto che sia la migliore finale possibile, per il fatto che, come raramente si è visto, le contingenze ci hanno privato di alcuni dei migliori interpreti, da Kobe Bryant a Derrick Rose, da Rajon Rondo a Danilo Gallinari.
Io però appartengo alla corrente filosofica dell’accettare in tutto e per tutto il caso e quel che ne consegue.
Gli infortuni fanno parte del gioco, così come il talento, la continuità di rendimento, i match-up, la tattica.
Il fisico conta tanto quanto gli altri fattori e se quindi accetto di avere in roster un giocatore più prono a farsi male, beh …devo essere pronto a pagarne lo scotto anche e soprattutto nella post-season dove una stella può fare maggiormente la differenza.
Take it or leave it.

Ed al di là della sfortuna, si affrontano la seconda all’Ovest contro la prima dell’Est. Direi che si è visto tutto sommato di peggio.
Cominciamo con il trio di San Antonio, che pare in splendida forma.

Tim Duncan
In tutti i playoff il caraibico si è comportato come avesse molte meno delle sue 37 primavere, dispensando le solite perle difensive e di posizionamento anche sui blocchi, ma incidendo molto anche in attacco.
QI cestistico fuori dal comune ed una personalità quasi unica all’interno del panorama NBA. Confesso di essere segretamente innamorato dell’amico del “Morbidone” (aka Chris Webber) e che seguivo ancora dal suo primo anno a Wake Forest.

Toni Parker
Ha brillato, aprendo, letteralmente, il backcourt di tutte le difese che ha finora incontrato e sarà forse IL problema numero 1 per Miami, che, con Wade a mezzo servizio, non ha giocatori con vocazione così difensiva da dislocare sulle tracce del francobelga.
Chalmers possiede mani veloci ma è un comprimario e siamo obiettivamente su un altro tipo di caratura.

Manu Ginobili
L’argentino ha tutto sommato sonnecchiato ma regalato al tempo stesso qualche perla decisiva come la bomba sullo scadere contro Golden State.
E’ il comandante delle operazioni quando si tratta di far giocare il secondo quintetto e quello quindi in grado di generare parziali decisivi mentre riposano gli altri Big.

In generale il maggiore atletismo ed inferiore età anagrafica, alla distanza, dovrebbero favorire gli Heats. Il problema per la squadra di Spoelstra è che i texani hanno faticato davvero poco finora nei playoff, regalando 2 sweep ad avversari ostici quali erano i Lakers e soprattutto i Memphis Grizzlies.

Passiamo al triumvirato costa Est.

Lebron James
Il Re ha amministrato e dispensato, facendo entrare in partita i compagni quando serviva, cambiando i momenti emotivi della partita e facendo entrare il (facilmente surriscaldabile) pubblico di Miami, oppure mettendosi in proprio.
Dopo aver finalmente vinto il suo (primo) agognato anello ed essersi tolta l’etichetta ( e scimmia) di fenomeno ma perdente, ha acquisito una maturità e consapevolezza dei propri mezzi che ne fanno, insieme a Kobe Bryant (KD in arrivo appena si ascriverà nel medesimo club di campioni) probabilmente il miglior giocatoredi tutti i tempi ancora in attività.
Anche Jordan ha iniziato l’epopea dei 3-Peat a 28 anni suonati, esattamente gli stessi di James che però, saltando il college, può vantare numeri ed anni di esperienza anche superiori. C’è la forte impressione che possa seguire le stesse orme e dopo aver iniziato a vincere non si fermi più. 3 finali consecutive sono un segno.

D-Wade
Flash non è il giaguaro che addenta la preda come un tempo, complice un ginocchio sofferente ed una non-necessità (vista la presenza del 6) di fare il Deus Ex Machina della situazione. Però ci sarà ancora bisogno di lui, soprattutto nell’aumentare quell’intensità difensiva che genera punti da contropiede.

Bosh
L’ex treccina di Toronto, docile mano sx e dai movimenti piuttosto eleganti spalle e fronte a canestro, sembra aver preso un po’ troppo sul serio quel ruolo perimetrale che Spoelstra gli ha cucito addosso in questi due anni.
La mancanza di aggressività in avvicinamento all’area pitturata non è una buona idea, se davanti ti trovi una squadra come San Antonio.
Occorre il contributo anche della terza bocca di fuoco per rendere imprevedibile una squadra che altrimenti potrebbe decidere di concentrare tutte le sue forze solo su James.

Il Supporting cast

A confortare l’idea che invece questa sia stata la migliore finale possibile, va aggiunta l’enorme profondità delle due panchine. Da una parte  Splitter, Bonner, Diaw, T-Mac (!). Dall’altra Battier, Miller, Lewis, Andersen.
Miami sfodera una batteria di tiratori da 3 che solo Golden State e NY potevano, sulla carte contrastare. Qui però c’è molta più suddivisione delle responsabilità e soprattutto la bomba dalla lunga distanza è in mano a giocatori con fisicità molto diversa tra loro, passando dal finto play relativamente piccolo e leggero come Chalmers ai quattro atipici come Miller e Lewis (se per caso Rashard fosse coinvolto e si presentasse vicino alla condizione di Orlando, questa serie è bella che già finita).
Quando Popp cercherà di riempire l’area rendendo James un giocatore più perimetrale, negandogli l’area ed i potenziali giochi “and-1” saranno fondamentali i tiri ed i giocatori per aprire gli spazi e la difesa texana. I grandi vecchi contro i giovani rampanti, un mix di storie difficili da esaurire in una sola serie di partite.

Da sostenitore di vecchia data di Orlando (sigh), non ho francamente grosse preferenze e questioni di tifo in ballo.
La vittoria di San Antonio consegnerebbe ancor più alla storia uno dei cicli più vincenti di sempre nella NBA ed una conclusione magnifica ad una stagione che sembrava impossibile ai blocchi di partenza. Wade ed Allen conquisterebbero il proprio terzo sigillo, mentre LBJ si avvicinerebbe terribilmente all’inarrivabile Air Jordan.
Mi toccherà dire una banalità: che vinca il piubbravo.

Seguite il live Tweet di @SkySport con #NbaSkyFinals
Appuntamento a stanotte 😉

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Informazioni su diobrando1

informatico umanistico geek nostalgico retrogamer cinico, disilluso ma tutto sommato un discreto romantico
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